nonno albero e fiori di peluche

fiore

Mi piace annusare il profumo della corteccia degli alberi, è così. Odorano di linfa e clorofilla,  terra, muschio, fungo e legno, di primavera che brama il calore di un raggio di sole. Sanno di vita quieta e longeva, di saggezza ed esperienza antica, di concretezza e vasta pazienza. C’è un vecchio faggio che saluto sempre quando sono a passeggio dalle sue parti, è così grande che ci vogliono almeno due o tre persone per circondarlo con le braccia. Mi fermo sempre e gli dico ciao amico mio, accarezzo la sua corteccia un po’ ruvida un po’ muschiosa, mi ci appoggio e lo annuso piano. Come affondare il naso nel maglione di lana pungente del nonno che sa da falegnameria, tabacco e olio per gli ingranaggi, o almeno è così che ho sempre immaginato il nonno che non ho mai conosciuto. E poi guardando in su i rami forti ancora spogli gli sussurro che manca un niente e sbocceranno le foglie, chissa quante saranno…1.000.000? 10.000.000? di più? non ne ho proprio idea, ma respiro bene abbracciata a lui, sento la sua energia limpida emanare pace e riversare refrigerio nelle mie vene dove scorre  sangue che è fuoco mai sopito. Gli dico grazie e a presto e vado in cerca di germogli di salice, i miei fiori di peluche…

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20 thoughts on “nonno albero e fiori di peluche

    • Ora che mi ci fai pensare…Da piccola avevo la passione di arrampicarmi sugli alberi, su su fino in cima dove i rami sottili ondeggiavano paurosamente, ma vuoi mettere vedere il mondo di lassù? …poi scendere era tutta un’altra storia! che bel ricordo mi hai fatto venire in mente parlando di infanzia, grazie! un abbraccio e 1000 sorrisi….

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  1. In genere a Pasqua adorno dei rami di salice con quei germogli un po’ particolari. Quest’anno la Pasqua è arrivata troppo presto rispetto alla primavera e per caso ho ritrovato i rami dell’anno scorso …

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  2. Quanta sensibilità e vitalità c’è nel sentire il calore di un nonno, tra l’altro mai avuto, nell’appoggiarsi ad un vecchio albero!

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  3. profumano di vita ben spesa…di un ritmo ampio più del nostro, e soprattutto sanno di armonia con il proprio “intorno”
    Invidio come Hermann Hesse gli alberi e la loro capacità di adattamento e di crescita anche sui territori più impervi. E noi abbiamo molto da imparare da loro.

    Una precisazione tecnica: se hai messo il follow sul mio sito http://curiosidelmare.wordpress.com
    su piattaforma wordpress è il caso che ti dica che è in stand-by da inizio 2012.
    L’unico blog che porto avanti è quello su Blogger quindi.
    A rileggerti presto. Carlo

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  4. http://www.pedalopoco.it/racconti/2010_03_15_albero/2010_03_15_albero.html

    ti lascio questa mia paginetta pubblicata qualche anno fa a proposito di alberi & c. ;-)
    (la frase non è mia ma di Erri De Luca ma manco a farlo apposta quella cosa che è li descritta l’ho sempre fatta… e quello è l’albero… :-) appena sotto l’anticima del piccolo Monte Menegosa, uno dei posti dove vado spesso a rifugiarmi…)

    Ciao

    Peda

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    • Mi hai fatto ricordare un libro, “Le avventure dello stampatore Zollinger”, che dedica un capitolo proprio alla relazione del protagonista con gli alberi, che abbraccia e con i quali riesce a comunicare. :-)

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