arc-en-ciel

“Ero stato dannato dall’arcobaleno”

Rimbaud

Jean Michel Folon 2 figures whit rainbow

Mi sento una febbre tatuata addosso. Una fame violenta di emozioni e la voglia di trattenermi a gustarle lentamente come fossero l’ultimo pasto di un condannato a morte. La sete riarsa di trangugiare un profondo sorso di idee nuove, un’inquietudine sorridente che sfarfalla nello stomaco, un desiderio galvanizzato di mettermi a saltare su un prato o anche qui in mezzo alla stanza come i bambini stracarichi di energia. Una nostalgia spumeggiante di riabbracciare vecchi amici, fare la scema e ridere fin che non mi cola il mascara sulle guance e poi ridere ancora di più perchè sembro un panda. La brama di toccare delicatamente con i polpastrelli roccia e pelle che trasudano il calore del sole, intrecciando le dita in riccioli solleticanti. La smania di puntare come un segugio una traccia che sa di amore e affondarci il naso e la faccia e aspirare forte. Voglia di innamorarmi? Sì…e già lo sono di questa vita avara e straziante. Così come mi sento brulicare di formiche dentro quando butto lo sguardo in su lungo una parete di dolomia o mi perdo nel sorriso di un pupetto impertinente. Innamorata. Perdutamente. Quello che mi manca è un coincidere profondo, epidermico e spirituale, con qualcuno che sappia Sentire e sentirmi, volermi, contaminarmi si sè, illuminar(m)ci ancora di più. Un insieme di gioia sfrenata e calma rassicurante. Un fuoco d’artificio che esplode in una musica dolce come una ninna nanna. Insieme. Perchè è uno spreco tutta questa luce e questa esperienza se resta solo per me, perchè la felicità lievita e se sai come fare il pane può diventare il cibo di tutti i giorni, necessario, semplice e irresistibile come appena sfornato, ancora più buono se lo spezzi e lo condividi. Ho questa malattia terribile, incurabile, una maledizione senza perdono. Sono dipason che riverbera l’eco di mille armonici di luce e sono custode di mille lame di dolore di cui solo io pronuncio il nome. Dannata dall’arcobaleno conosco il sole e la pioggia in misura diseguale e li amo entrambi in misura uguale. Non cerco il pareggio dei conti, non mi serve. Voglio di più. Di un singolo arcobaleno voglio contagiare il mondo.

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22 thoughts on “arc-en-ciel

  1. Voglio il vento,
    l’acqua,
    le fronde
    e gravide malinconie.

    Voglio il silenzio,
    tramonti senza tempo
    e cieli stellati.

    Voglio sussulti,
    labbra da mordere,
    vene da esplodere.

    Voglio volere,
    voglio volare

    Io non vorrei,
    … VOGLIO!!!

    (luporenna)

    E’ un mio umile pensiero a questo stupefacente inno all’amore. Un omaggio a te è un omaggio alla vita.

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