casa

brenta

Ogni viaggio, lungo o breve che sia, mi cambia. Mi rimane impregnato addosso un’odore nuovo che si mescola al mio, come se attraverso la pelle penetrassero luce e colori, conoscenza ed emozioni. Così la prima cosa che mi colpisce di un nuovo dove è la mescolanza di odori, annuso, respiro fino in fondo ai polmoni. Lungo il sentiero nel bosco c’è un fondo persistente di odor di terra intrisa di pioggia, scaldata dal primo sole di questa primavera che si è svegliata in ritardo. Mi sfiorano carezze di fioriture tardive, giallo maggiociondolo, verde faggio, arancio dolomia, blu genziana. Le dita indugiano sul ruvido delle rocce e il tenero dei giovani aghi di larice, sul pelo ispido di un cane lupo. Sembra di nuotare dentro una bruma leggera e fragrante, una sinestesia di emozioni primarie. Tutto si mescola e si riconosce negli sguardi di persone felici di annegarci dentro tutto questo sfarzo naturale. Metto un piede avanti all’altro e ad ogni passo mi arricchisco di bellezza, di amicizia, di un senso di serenità profondo, di nuove tracce sulla mia mappa epidermica mai sazia di sentimenti. Son giornate così, che seguono un ritmo proprio, si rivelano da sole basta lasciarsi andare. Al rifugio alleggeriamo gli zaini e ripartiamo curiosi. Siamo tutti molto diversi e molto simili, uniti da questa passione per la montagna. Mi ha sempre stupito come al cospetto dei monti ci si avvicini tutti di più, non importa la nazionalità o la lingua, basta un gesto e ci si capisce al volo. I sorrisi sono tutti incredibilmente uguali, hanno la stessa sfumatura trasognata di chi ha appena visto un miracolo e non si capacita della sua fortuna. Si ritorna alla semplicità, il superfluo stride. Il vero lusso è spegnere il telefono,  inventare itinerari sulla cartina topografica, sognarci sopra come grandi esploratori, seguire una linea invisibile lungo un diedro vertiginoso, faticare senza un perchè, prendersi il tempo di raccontarsi e di ascoltarsi. Il cibo è delizioso e abbondante, il cuoco ci vizia con specialità locali, mentre la signora che ci rifocilla stenta a credere che si riesca a finire tutto, lei mica lo sa che siamo come le locuste, noi. Si ride, si scherza, si fanno programmi, ci si prende in giro, si raccontano aneddoti. Osservo tZ e gli leggo negli occhi quella brillantezza che solo gli innamorati hanno, al suo fianco la Strega luccica di luce propria. Mi commuovono. Li abbraccerei forte solo per fargli capire quanto sono contenta per loro. E poi non è una strega, ora che ho potuto conoscerla un po’ ho capito che è una Fata dei fiori, sì sì, sa un mucchio di cose, mi spiega che quello che mi sembrava un fiore appassito in realtà è un’orchidea senza clorofilla, non si finisce mai di imparare. Magnifico. Niente barzelletta della buonanotte lo Zio è contento e spigoloso come al solito e se non vuole non vuole, non c’è nulla da fare, poco male. Dormiamo tutti profondamente e bene e all’alba siamo entusiasti di rimetterci in moto. Camminiamo tanto e la fatica viene ripagata ampiamente. Se chiudo gli occhi ho ancora tutto impresso all’interno delle palpebre. Tutto è meraviglia, emozione, libertà. Gli spazi immensi corrugati di profili mozzafiato mi rimpiccioliscono e la passione mi fa far la capriole insieme alla nuvole in cielo. Spezzano il cuore tutte queste sfumature, lo spaccano e lo rinnovano in un pigmento più forte, sangue più rosso di enrosadira. Come essere innamorati, non di una persona, non di un luogo, ma di un’alchimia inspiegabile e totalizzante. Cerco di assorbire tutto come una spugna, di far scorta di idillio per i tempi duri, di lasciarmi attraversare dalla gioia sommessa di questi momenti senza tempo. La stanchezza e gli scarponi che fanno male sono marginali. Abbiamo tutti un po’ il magone a lasciarci alla spalle questo piccolo paradiso in terra. E poi penso che loro sono sempre là, le montagne, monolitiche e rassicuranti, sempre uguali e sempre diverse, tesori da scoprire, viaggi da intraprendere, ricchezze da cui attingere, inestinguibili. Ci si torna. Ecco che ora sono un po’ di più di tante cose, un po’ più luce, un po’ meno ombra. Ecco che ora non so più se torno a casa o me ne vado da casa. Forse casa è qui. Forse casa sono io e tutto quello che posso accogliere…

brenta

Annunci

30 thoughts on “casa

  1. Leggo e rileggo e poi leggo di nuovo…. Conosco quanto hai così bene raccontato e descritto…. Sento ogni parola, ogni sfumatura sulla mia pelle e nel mio cuore…
    Grazie
    Peda

    Mi piace

    • Davvero c’è questa energia e non saprei dire se emana solo dalla Natura stessa o dal sentimento di quelli che la sentono e la amano, entrambe le cose credo, in fondo siamo un tutt’uno…un sorriso grande…

      Mi piace

  2. la tua scrittura tattile, odora di genziana, ha il colore delle ginestre, la consistenza della terra umida, il sapore del cibo divorato. ho condiviso tutto, anche se i miei passi sono sui pedali ho ritrovato le stesse sensazioni di contatto intimo con la natura circostante.
    ml

    Mi piace

  3. Post stupendo. Un pezzo di Dolomiti trasformato in parole-suoni-silenzi-visioni-fatica-emozione. Sta lì a risplendere… che sia alba o tramonto poco importa. Lui sta lì e ti incanta e ti costringe a non schiodare lo sguardo da quel paesaggio da favole e da avventure. Se ti posso consigliare ti direi di leggerti anche, qualche libro sulle leggende e le storie popolari che popolano le Dolomiti. Ne ricaveresti un tripudio di immaginazione e di dolcezza. Assorbire quello che nei secoli quel paesaggio ha trasmesso agli abitanti-pastori-boscaioli arricchirà il tuo viaggio di echi di presenze di elfi e divinità arboree. E quando accade tutto questo, un paesaggio ci si incide nelle ossa per sempre. Questo è il miglior viaggio che so augurarti. Carlo

    Mi piace

    • Grazie di cuore Carlo. Parliamo la stessa lingua e sappiamo ascoltare gli spiriti dell’aria, degli alberi e quelli più remoti e profondi delle montagne…davvero mi emoziona sapere che c’è ancora chi sa percepire tutto questo. Un sorriso e un abbraccio grande…

      Mi piace

  4. Bellissimo post, il tuo, in particolare la chiusa finale su cui mi ricollego :) E la vera ricchezza di una persona si vede anche in quante cose riusce a raccogliere in sé! Ammetto di amare le montagne, ma in ugual misura ad altri ambienti naturali. Amo la loro identità, i loro sentieri che si perdono nel mistero verde. Le immagino sempre come dei compagni saggi! Un grande saluto! Andrea :)

    Mi piace

    • Casa è luogo/non luogo di accoglienza e protezione, poco importa se è fatta di quattro mura o di tessuto cardiaco…Amo la natura profondamente perché in essa trovo la dimensione giusta del mio essere, nelle persone invece scopro il mio voler diventare…
      Un sorriso grande a te…

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...