profumo di mughetto e pannocchie rubate

pannocchie e arcobaleno

Lo so che non sta bene, che non si aprono le bottiglie di ammorbidente per sentire il profumo, lo so che non si fa, ma è che non mi fido di quello che scrivono sull’etichetta e devo provare da me. Stappo detersivi e shampoo senza ritegno pensando che prima o poi mi cacceranno, ma che importa. Passo dalla fragranza campanula selvatica e bergamotto alla più classica lavanda finché arrivo alla terra promessa del reparto cosmetici e profumeria. Qui non mi contengo più, perché adoro ficcanasare, nel vero e proprio senso di metterci il naso, finché non mi vanno in tilt i recettori olfattivi. Di solito lascio perdere i profumi di marca vado dritta allo scaffale con tutte quelle linee che della stessa essenza fanno sia bagnoschiuma che la crema per il corpo, con tutta una serie di allettanti tester a mia disposizione. Muschio bianco, agrumi, rosa, fior di loto, vaniglia, peonia e…mughetto. Il mughetto lo evito di norma, so che non devo, mi fa male, ma presa dall’euforia decido di provarlo lo stesso su un cartoncino e lo annuso con cautela. Inspiro lentamente, le molecole odorose si espandono e si trasformano da profumo in ricordo.

A rebours.

Sapeva di mughetto la mia nonna, sapeva di mughetto quando mi abbracciava sulla soglia della veranda. Non mi abbracciava spesso e questo mi rendeva ancora più prezioso il suo gesto, quello era l’unico posto in cui stavo al sicuro, in cui mi sentivo a casa circondata di tutto l’affetto di cui una ragazzina segnata avrebbe avuto bisogno. Così mi ritrovo piccolina a casa della nonna. Lei sferruzza velocissima senza guardare, io sul vecchio divano un po’ sfondato, il Tigre che dorme fisso vicino alla stufa a legna. La moka del caffè comincia a borbottare, si spande il profumo del caffè, del suo “cecè”, allungato con acqua e tre cucchiaini e mezzo di zucchero in una tazzina grande con i fiori. La Tv da l’ennesimo episodio dell’A-Team e per merenda ha detto che prepara la pizza, meglio di così! Ogni tanto mi perdo ad osservare la velocità con cui fa la maglia, tic-tic, tic-tic, tic-tic…Guardavamo il film dell’orrore insieme la sera quando mi fermavo a dormire da lei e poi cercavo mostri tentacolari sotto al letto col cuore in gola prima di tuffarmi sotto le coperte. Verso la fine dell’estate poi andavamo a rubar pannocchie nei campi, giusto un paio solo per noi da arrostire e mangiare con un po’ di burro sopra. Era una nonna particolare e speciale sì, ma proprio tanto. E quando mi abbracciava sapeva di mughetto, come le saponette che la sorella le portava dalla Svizzera. Che donna lei e quanto coraggio tutta da sola, con un segreto così terribile che l’ha portata alla tomba. Un segreto che solo io avevo intuito e capito. Ho chiesto aiuto e non sono stata ascoltata, la solita Cassandra guastafeste. E poi lei se ne è andata portandosi dietro tutto il mio mondo di bambina, tutto quello che di bello e buono potevo avere in quegli anni bui e strazianti.

Ho le lacrime agli occhi quando mi rendo conto di stare ancora davanti a uno scaffale multicolore. In una mano un cartoncino che sa di ieri e nell’altra il telefono che ogni tanto trilla piano e mi lega a qualcuno che è lontano, eppure incredibilmente vicino. Oggi un’aquila vola alto e veglia su di me. Faccio un bel respiro, caccio indietro la nostalgia lancinante in bilico sulle mia ciglia, mi rilasso in un sorriso solo per me e per chi non mi può vedere, ma solo immaginare. Che non sta bene commuoversi come non sta bene fiutare gli ammorbidenti. Così finisco il mio giro ed esco. Il temporale è passato, pioviggina appena, l’aria lavata e limpida fa quasi venir voglia di sperare. Nuvole e nuvole, immacolate e torbide ancora si fanno la guerra verso le montagne. Sto tornando a casa in auto quando mi devo fermare, taglio per una stradina per i campi e scendo. Incantata. Rapita dal sortilegio di un arcobaleno gigantesco. Un semicerchio perfetto di colori effimeri. Acqua e luce. E penso che nulla è per caso se l’anima è libera di cogliere  significati, anche i meno scontati. Tenere il volume della percezione al massimo è una scelta terribilmente dolorosa, ma se così non fosse andrebbero perse anche tutte le delizie, le sfumature e i sincronismi meno evidenti. Ci sono fili sottili come tela di ragno che uniscono mondi distanti nello spazio e nel tempo, solo uno sguardo dall’angolazione giusta ne rivela il riflesso alla luce del sole.

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29 thoughts on “profumo di mughetto e pannocchie rubate

  1. Wow!! Cos’hai scritto!! Un crescendo di sensazioni e poesia. Un caleidoscopio di emozioni.
    Mi ha colpito quel: “volume della percezione al massimo”: una ricerca coraggiosa, malinconica e al tempo stesso speranzosa, di essenze e sintonie, Vita allo stato puro. Tutto assolutamente STUPENDO!!
    Ti abbraccio, amica ricetrasmittente.

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  2. A volte basta così poco per far esplodere i nostri ricordi…….ma fino a quando ricordiamo i nostri cari, restano sempre con noi……bellissimo post, buon fine settimana!

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  3. Ricordi ammorbiditi da un lontano profumo. Vero e bello ciò che dici nel finale… bisogna mettersi nella giusta posizione per poter vedere i fili sottili che ci legano delicatamente al passato. :)

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    • Non solo al passato, ma anche al presente anche se distante nello spazio. Connessioni che vanno oltre lo spazio e il tempo di cui diventiamo consapevoli solo quando siamo pronti. E poi le chiamiamo coincidenze. Ecco cosa intendo per nulla avviene per caso.
      Un sorriso a te…

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  4. Non ti sei accorta che dall’altra parte dello scaffale, attraverso uno spiraglio, ti sto osservando e vorrei raccogliere solo due lacrime e con quelle profumare un ammorbidente neutro. Una nuova marca solo per te: “TENEREZZA”, ammorbidente al profumo di nostalgia.
    Pablo.

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    • Pensiero buffo: immagina che bello essere un ammorbidente per lo spirito? le persone sono così piene di spigoli, pungono e tagliano, vanno in giro soffocate sotto corazze di spine e si snaturano per paura di vivere gioendo e soffrendo come è giusto che sia…si si ci dovrebbe essere un’ammorbidente per le persone al profumo di quello che li intenerisce di più, ecco :)

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  5. Brividi lungo il braccio per l’emozione che sei capace di trasmettere. Ci sono profumi, a volte colori e altre volte rumori, prodotti dei sensi che acquistano profondità nuove. Si fanno portatori di memorie. Grazie mille per la condivisione. Permettimi un abbraccio forte, anche se virtuale :)
    Andrea

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  6. Grazie per le tue parole e per l’abbraccio che ricambio forte forte anch’io :)
    Mi vien da pensare che ci sia anche un senso virtuale, che si attiva al di là dello schermo quando collimano desideri, intenzioni e rivelazioni in questo particolare mondo di blogger…mah…
    1000 sorrisi a te!

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  7. è sempre meraviglioso qui, l’alternarsi di luce e sciabordate di sensazioni, sempre a la rebours per ricordare il momento in cui abbiamo scoccato la freccia e quello prima dove l’innocenza ci baciava le palpebre

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    • La verità è che non tutto è luce e non tutto è innocenza, come un mare in tempesta, un attimo sei sulla spuma dell’onda più vertiginosa, l’attimo dopo sfiori il fondale irto di scogli. E’ così a voler SENTIRE tutto, devi essere un buon nuotatore per poterlo fare. Io ci provo…un sorriso e un abbraccio grande a te…

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    • Bisognerebbe odorare il fiore, dolce e delicato. Le sintesi chimiche spesso sono troppo forti e non ne rendono la freschezza. Sono fortunata ad averli questi ricordi e sentirli vivi dentro di me. Un sorriso a te…

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  8. bello bello questo post. Profumaaaaaa…
    Dio che profumo!!! profuma di cose buone, di cose concrete, di saggezza conquistata, di consapevolezza, di ricordi e di vita. Un Post pieno di vitalità. E’ vero, costa fatica mantenere tutti i sensi accesi, tutte le finestre aperte, tutte le antenne all’erta
    E’ questione di anima e per certe persone è l’unico modo di sentirsi vivi.

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    • Hai ragione, davvero. Così mi sento viva. Devo annusare, toccare, scoprire e coinvolgere, emozionarmi, piangere e ridere, abbracciare e provare cose nuove, imparare, cadere e sbucciarmi le ginocchia, passare attraverso le paure, sempre in movimento, smuovendo energie, condividendole e molto altro ancora…Sono felice quando un po’ di tutto questo arriva anche oltre questo schermo…un sorriso e un abbraccio a te…

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  9. cara luce, che bella scoperta sei! intanto perché anch’io annuso, di tutto. l’ammorbidente è il minimo… sai che disgrazia avere la biancheria dall’odore troppo intenso, perché non hai trovato il tuo solito prodotto? mi oriento, di solito, verso tutto ciò che è bianco. e poi hai parlato di una figura che ho avuto sempre cara. la mia ” sapeva ” di legna ed era una specie di maga… ti auguro una buona serata e una domenica serena…

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