Vajont

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Nel 1963 io non ero nata, mio padre aveva 12 anni. Una volta chiesi a mia nonna come era stata la notte di quel 9 ottobre. Quasi non riuscì a rispondermi, sbiancò in volto, la sua luce si spense. Mi disse solo che il giorno dopo non era rimasto più niente. Solo il fango e le mucche morte e gonfie con le zampe all’aria.

Vajont

Non le rivolsi mai più quella domanda.

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non dimenticate

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26 thoughts on “Vajont

      • In una commemorazione son venuta a sapere di questa tragedia…e qualcuno mi aveva spiegato ciò che era successo…non ci volevo credere…
        Ho visto diversi filmati, letto cose….
        Terribile…
        Da fuori si vive con dolore, allo stesso modo…così il Vajont come le ultime tragedie a mare…come Sarno…in Liguria…così come la nave della Moby al largo di Livorno…uguale stessa rabbia; stesso dolore….

        Il risultato non cambia molto no?….Sempre per l’egoismo umano, superficialità….mancanza totale di responsabilità.

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        • La logica del profitto va oltre ogni buon senso, sembra quasi che il denaro abbia un’identità/divinità propria e riduca in schiavitù l’uomo, lo renda disumano. Grazie Marta per le tue parole e il tuo punto di vista…

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    • Chi l’ha vissuta in prima persona è stato senato per sempre. Ci è venuto dopo è cresciuto con i segni che ha lasciato, molti sono evidenti e lo saranno sempre, altri si nascondono nel dolore silenzioso di chi è sopravvissuto.

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    • La storia Vajont è stata messa ai margini per tanti anni. Ci sono voluti il cuore e la voce di Marco Paolini e il lavoro coraggioso di quanti non si sono mai arresi perché fosse riportata all’attenzione in tutta la sua scomoda verità.

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    • Formiche impazzite di paura e di dolore. Nel mio piccolo ho questo pensiero: se la frana fosse caduta alla luce del giorno e non di notte e i vivi avessero visto con i propri occhi non avrebbero mai più potuto riprendersi.

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  1. Mio padre era in servizio di leva e fu mandato con tutta la compagnia di Alpini a prestare i primi soccorsi. So che quel giorno il rancio comprendeva lo spezzatino, perché lui da quel giorno non lo mangia più.

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    • Ho i brividi al pensiero di quello che hanno dovuto passare tuo padre e tutti quelli che hanno prestato soccorso e aiutato come potevano. Tutta la mia stima e la mia gratitudine. Grazie per averlo condiviso con me.

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    • Paolini davvero ha un grande merito. Quello di aver saputo raccontare, spiegare e divulgare con una competenza, un’efficacia ed una delicatezza straordinari quello che non si poteva raccontare. Grazie a te per le tue parole…

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    • Il film e l’orazione di Paolini sono stati un buon mezzo per portare a conoscenza questa storia ai più. La conoscenza è tutto per capire, per rimediare quando è possibile e non rifare gli stessi errori. Un sorriso a te Andrea…

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  2. Gli spettacoli di Paolini hanno un fascino tale che devo rivederli tutti ogni 4 o 5 mesi, non posso farne a meno, è più forte di me. Per quanto riguarda la tragedia che vuoi che ti dica, ormai più niente da dire o da fare, come dice Paolini adesso possiamo solo cantare un minuto di silenzio, perchè i silenzi non si osservano… si cantano…

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  3. Un pò in ritardo, ma ti ho scoperto solo ora.
    Paolini lo vidi in diretta quella sera: avevo la pelle d’oca, soprattutto per la mia ignoranza sul fatto.
    Da allora non dimenticherò mai più quella data.

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