I’m on my road

Quando tossisco sento tutto che scricchiola e la testa che rimbomba. Oggi sono un po’ rotta, un po’ stanca e molto in pace. L’esame è andato ed è andato alla grande. Nonostante tutto, come sempre. Nel farmi l’in bocca al lupo W. mi sente piena di raffreddore mi fa: “Ma è perfetto! Tu più sei nella merda, più rendi!” e non posso certo dargli torto, mi conosce bene. E’ il mio mestiere,  è quello che so fare meglio. Poi c’è da dire che il tempo è stato buono, faceva quasi caldo al sole e questo mi ha aiutato molto. Mi aspettavo quasi di sentirmi euforica per questa mia piccola impresa. Ci lavoro da un anno, lavoro sodo spostando i miei limiti sempre un po’ più in là. Ridisegnandomi e reinventandomi o meglio tirando fuori me stessa, la parte buona di me, da una crisalide pesante stratificata in anni di dura lotta contro i mulini a vento e passi falsi. Eppure non c’è esultanza, c’è una tranquillità potente ovattata dalla febbre che mi fa sentire al mio posto, sulla mia strada. Questo è solo un passo dei tanti, non meno importante di quello di ieri o di quello di domani. Solo l’inizio di un percorso nuovo, di fatica da fare ce ne sarà ancora tanta, limiti da scavalcare a piè pari ancora molti, il bello viene adesso. “Sono fiero di te” mi dice abbracciandomi forte, quelle spalle larghe che non sono più mie. Mi guarda come se fossi un alieno, gli occhi che luccicano. E come lui tanti che hanno avuto fiducia in me, ci hanno creduto, mi hanno aiutato e dato la possibilità di crescere. Grazie di cuore. Grazie. Non mollerò mai, per me, per voi, per chi raccoglierà i frutti dei miei sacrifici. Come è strana la vita, sarebbe bello poter mischiare il tempo, mettere un prima dopo e un dopo prima, così tanto per vedere come sarebbe stato diverso se. Sono solo elucubrazioni sonnolente, quello che importa davvero è l’oggi che diventa domani, continuamente. Ecco cosa penso mentre me ne sto ancora a letto a poltrire, mentre le campane della chiesa suonano lontane e mentre fuori l’autunno si incendia di colore. Oggi me lo concedo un po’ di riposo, me lo sono meritato. Devo guarire bene prima di rimettermi il viaggio verso strani nuovi mondi…

lunga vita e prosperità

Spazio. Ultima frontiera…

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23 thoughts on “I’m on my road

    • Ci sono persone che per indole hanno bisogno della sicurezza costrittiva di limiti ben definiti e altre per le quali limiti sono come le patatine, una tira l’altra! oppure li spostano come l’orizzonte, come l’infinito…
      Lunga vita e prosperità a te Francesco ^_____^

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  1. “una crisalide pesante stratificata in anni di dura lotta contro i mulini a vento e passi falsi” capisco ogni parola e ricevo tanto incoraggiamento ed energia da questo bellissimo post :D
    Un sorriso
    Harley

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