oscena

Raro che ricordi i sogni della notte, solo gli incubi lasciano uno strascico nel giorno. Ho sognato di lei stanotte. Della donna che mi ha messo al mondo. Ecco perché un’angoscia sottile mi crepa il cuore. Cerco di non pensarci ma non ci riesco. La prima cosa che mi viene in mente di lei sono le parole che mi urlava dalla cucina mentre io mi schiacciavo il cuscino in testa per non sentirla. Inutile. Quelle parole oscene e brutali che vomitava da quella bocca sottile con gli angoli piegati in giù non andranno più via, sono impresse li dove fa più male. Un viso d’angelo il suo, tanto bello quanto fasullo. Devo averla chiamata mamma solo quando ero molto molto piccola e credevo che il suo fosse amore. Poi semplicemente ho cominciato a chiamarla per nome. Anna. Un nome da angelo. Oscena. Ecco cosa so della donna che mi ha messo al mondo e che non è mia madre. Nessuno figlio o figlia dovrebbe mai pensare una cosa del genere. Mai.

E avanti…

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42 thoughts on “oscena

  1. terribili parole. penso a mia madre e al ricordo che ho di lei. penso che vorrei averla ancora con me, per sentirmi ancora una volta sua figlia. la figura della madre dovrebbe essere un viatico per i figli e, leggendoti, mi rendo conto che spesso non lo è. mi dispiace.

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  2. Oggi è il compleanno di mia mamma. Scruto il suo viso e memorizzo anche il suo abbraccio.
    E leggo, ora…proprio oggi, questo

    … fa male solo pensare che non tutte le mamme sono come la mia…..

    Dire che mi spiace tantissimo è dire poco…
    un abbraccio grande
    .marta

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  3. Beh! E’ andata così e non puoi farci niente. Ho pensato qualcosa di molto simile nei confronti di mio padre, e sono arrivato ad un conclusione: questa tara non è ereditaria, per fortuna.

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      • mi incoraggi con queste parole, sei un esempio per me; forse hai sofferto anche più di me, ma comunque mi rispecchio e prendo esempio da una gran donna che non ha contato solo su se stessa

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  4. Incubi, non sono altro che paure sopite (ma anche “sveglie”) che nella notte si avverano, e non ci si può fare nulla. Sai, so cosa intendi quando scrivi che i primi ricordi di tua madre non sono affatto belli, come le non belle parole/azioni che ti si saranno impresse nella memoria per sempre. Però è anche una donna, un essere umano, e sbaglia. E anche questo è umano. Come noi. Come me. E, se proprio credi non ci sia più nulla da salvare, nessun punto d’incontro, allora mettiti al centro, vai avanti. Gli incubi non governano la tua vita.

    (http://angolodiscrittura.wordpress.com/)

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    • Vorrei avere un buon ricordo di lei, vorrei poter accettare che il suo essere umana non implica l’amore materno, ma io sono qui e sono sua figlia e nemmeno io la amo, percepisco un legame di sangue che sa di sbagliato a basta, una rabbia sbiadita negli anni e il senso di dovere che ho nei suoi confronti, perché quando starà male avrà solo me e dovrò averne cura. Suo malgrado mi ha donato una vita che poi non ha saputo o voluto gestire rifiutandola, cercando di plasmarla martoriandola in un ideale che cambiava forma ogni giorno, senza senso, nel nome forse dell’apparenza e della convenienza. Lei è così, instabile, affamata, feroce e folle e solo io so cosa c’è dietro quel viso d’angelo. E’ stata la mia genesi, ma non sarà mai mia nemesi. Non ho più paura di lei, ma il peso che sento è tremendo, non ha caso ho le spalle large e un gran resistenza.
      Grazie grazie grazie Jessica per le tue sentite parole…

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  5. …..dicerto una mamma non la si può scegliere…leggere qsto tuo pensiero…mi ha fatto pensare alla mia di madre…avvolte non so nemmeno cosa sia un abbraccio materno..forse non ne ho mai ricevuto uno…parlarti di una madre lontana dove l unica sua amica fidata è la bottiglia…non ha mai scelto me…ho sempre visto la sua figura in un angolo..piegandomi x lei…rinunciando a me stessa quando nessun altro voleva più prendersene cura…do tutta me stessa ogni gg x le persone che hanno bisogno di una guida…sono nata x fare qsto…mi basta capire dove guardare…ho le spalle larghe come le tue…e sono uscita di casa quando ho capito che x salvare lei stavo morendo io…

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    • Mi addolora sentire questo da te, anche se per quel poco che ti conosco mi aspettavo che ci fosse più di un dolore dietro la tua voglia di aiutare gli altri. Vero non puoi scegliere la tua famiglia, ma puoi scegliere che tipo di persona essere. Non devi sentirti in colpa per non essere riuscita a salvare tua madre, non tutti possono essere salvati, non tutti vogliono essere salvati. Hai fatto la scelta giusta decidendo di salvare te stessa, non è egoismo, è amor proprio e ce lo dobbiamo. Quando cresci nell’abbandono e nel disprezzo imparare a avere rispetto di te stessa e a volerti bene è difficilissimo, è un lavoro quotidiano che passa anche attraverso l’amore che doniamo a chi è meno fortunato di noi. Ti abbraccio forte…

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  6. Ci sono tanti altri dolori….chiusi in quel cassetto a chiave …quel cassetto che tipo in qsti momenti fremano e si agitano perché vorrebbero aprirsi…ma ringrazio ad ogni dispiacere della mia vita passata perché mi ha fatto diventare quello che sono oggi…anche se avvolte sento quella rabbia dentro di me…forse è una rabbia verso quello che ho provato..sulle persone che ho anch’io schifato..intorno ad una rabbia che mi ha lasciato con sensi di colpa …ma cmq sia la riesco a domare…sento di avere una buona pazienza…è qndo sento che si sta x scaricare ho bisogno di quel mondo solo mio…ho allontanato tante persone dalla mia vita…quando mi deludono o sbagliano…si forma una corazza che mi avvolge …è così riesco a difendermi…grazie della risposta….un bacio….non smettere di scrivere…

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