lasciami andare

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Ho dormito di un sonno profondo stanotte. Un sonno lungo e senza sogni come non mi capitava da tantissimo. Come spegnersi per il tempo necessario a ricaricare completamente le batterie. Oggi mi sento riposata, la schiena dritta, le spalle rilassate. E’ una giornata limpida fuori, tersa come può esserlo solo dopo i temporali. E fredda anche, appena 4 gradi. Mette i brividi, non so se per il blu del cielo o per il profumo pulito dell’aria. Quando esco di casa ho il sole in faccia, non scalda, ma illumina senza ferire gli occhi. Ancora mi solletica la tua voce ruvida e calda come la lingua di un gatto. Mi chiami piano con quel nome che conosci solo tu, lo pronunci lentamente formulando un eco nella vocale finale, il mio passato remoto. Uno dei tanti nomi, nomignoli e nick che ho collezionato nella vita, ma di tutti è quello che mi appartiene di più. Lo scrivevo a chiudere le lettere scritte a mano, lo marchiavo sulle tele che imbrattavo delle mie sfumature, dei miei umori, dei miei dolori. Adoravo l’odore dei colori ad olio e del diluente che si mischiava all’esaltazione nell’inseguire linee e volumi col pennello. Quelle tele grandi urlavano di me, di tutto il mio universo di furenti arcobaleni. Li odiavo tutti quegli scarabocchi, tutti tranne uno, eppure mi facevano bene, era un poter dire senza dover spiegare. Ero certa che quel ritratto che ti regalai fosse finito ad ammuffire in una cantina tetra, invece è rimasto sotto i tuoi occhi tutti questi anni, una compagnia silente, una dominate di blu come il cielo stamattina. Credevo di essere solo un giocattolo strano per te. E ti ho amato, eccome se ti ho amato, perdutamente come persa ero io, col fuoco, la pazzia e la disperazione della mia adolescenza. Eri il sole per me, ti gravitavo intorno come una falena attratta dalla fiamma della candela, non volevo capire che mi sarei bruciata le ali. Tutto mi calamitava di te. Quei tuoi occhi sempre luminosi e quelle mani grandi che affondavano nei miei capelli e accarezzavano i miei fianchi docili, quel tuo essere costantemente fuori dalle righe come se nulla ti toccasse e tutta quella musica che tiravi fuori dal cilindro al momento giusto. Come Charlie Parker che suonava in sordina da dietro il bancone del tuo bar o Tom Waits che impregnava l’aria di casa tua l’altra sera. Ora sono io la luce e tu la farfalla. Come è sottile il confine tra l’essere innamorati e il voler bene, tra la passione e l’affetto. In fondo non sei cambiato di molto, ma allora che stavo un passo indietro a te quel tuo modo di fare scapigliato mi stregava. Ora non mi incanti più, mi metti di buon umore, mi fai sorridere e ridere tanto, quasi mi intenerisce quel tuo essere un bambino grande e un po’ strafottente che se ne frega ancora di tutto, pieno di sicurezze che ti costruisci all’occorrenza. Ma non potrei più amarti così, il tempo giusto è passato. Non lo vedi che sono andata oltre? Sì io sorrido e anche i miei occhi sorridono ai tuoi, ma guardaci bene dentro, in fondo, dove arde una consapevolezza che non riconosci. Sai tanto del mio peggio, ma non tutto, non potresti comprendere. Perciò, ti prego, fa attenzione alle tue ali scanzonate, dimentica quello che pensi di aver imparato di me. Lasciami andare. Stare al passo con me ora è roba per temerari. Oggi se dovessi dipingerlo ancora quel ritratto sarebbe di un cobalto molto più scuro, cupo come un tramonto, incendiato di arancio e oro. Lasciami andare senza perdermi. Sei il mio bacio perfetto e ti custodirò per sempre.

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37 thoughts on “lasciami andare

  1. Le tue parole sono uno splendore, hai un modo di raccontare e trasmettere emozioni che è più unico che raro…
    C’è un pizzico di dispiacere nella sensazione che “il tempo giusto è passato”. Lo definisco dispiacere, ma non è nemmeno questa la parola adatta. E’ una consapevolezza che a volte si può fare molto pesante, diventa come un piccolo ma denso macigno che ti comprime il cuore, soprattutto quando la falena non si accorge o finge di non accorgersi che il tempo giusto sia passato, la passione sia diventata affetto e l’innamoramento un voler bene. E’ un voler bene carico di tenerezza, ha un sapore dolciastro, ma c’è sempre quella nota amarognola in fondo… perché non si può mai del tutto separare passato e presente, non si può mai cancellare il segno del fuoco sulle ali, certe cose non si dimenticano. E se anche volessimo tornare a quelle emozioni, riviverle nel presente, non sarebbe più possibile, perché il cuore è libero. E’ libero quando ama ed è libero quando non riesce ad amare.
    A volte mi chiedo se, guardandoci negli occhi, la falena si accorga che qualcosa si è spezzato e che non tornerà mai più come prima…

    Buona giornata! :)

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    • Lasciar andare è la cosa più difficile da fare, perchè è parte fondamentale dell’amore. Solo chi ama nel vero senso della parola capisce quando è il tempo di “lasciar andare”, che sia un figlio, che sia un compagno di viaggio, che sia un dolore profondo. E se il contatto fisico non è più necessario o possibile, ciò che rimane è l’essenza di quel vivere insieme.
      Ciao

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    • Non c’è tristezza nel vivere un affetto nel presente, solo timore di nuocere senza volerlo. Non per tutto c’è un tempo giusto, ma quello che si è vissuto nessuno ce lo può togliere. L’amore poi è un’altra cosa, non ho mai capito bene cosa, ma di sicuro non questa. Grazie per le tue parole così sentite, una buona giornata anche a te :)

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      • se trovi il modo per prenderla a sculacciate fai un fischio che, cascasse il mondo, arrivo a darti una mano, anzi due…
        i puntini prima e dopo “e anche” stanno a significare… tante le cose che ci sono dentro quello che hai scritto e anche tante altre… :-) cose di cui ascoltare e/o di cui parlare o anche da condividere…. poi io con le parole mi ci incarto e allora i puntini lasciano spazio… o no?… aiuttttttttttttttt :-) meglio se faccio foto va faccio meno danni… :-)

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  2. chissà se l’aldilà esiste e se non esiste dove starà suonando adesso charlie parker, dove finiscono le lacrime che non si bevono, se il tempo è un coniglio che scappa lasciamo che gli occhi siano boschi di luce e le labbra trovino radici in altre labbra …

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    • esiste un aldilà del tempo, dove il ricordo di un bacio è un attimo immutabile e perpetuo come il riverbero delle note di charlie, dove possiamo invitare il coniglio bianco per un tè in buona compagnia…

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  3. Non immagini quanto mi allettano i 4 gradi delle Dolomiti se penso a quando qui in Sicilia arriverà quel caldo che mi butta giù e mi lascia senza forze!
    Ciaooooo
    liù

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  4. toc toc entro per la prima volta, e l’impatto e … gradevole.
    Mi piace … pensieri profondi, un ritratto di un cobalto più scuro, cupo … embè? capita!
    Meno male che … domani e un altro giorno! chissà …
    buon finesettimana colorata …
    Lisa

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    • Ho imparato a mie spese che snaturarsi per un’altra persona non è amore, né per se stessi né per l’altro. Semplicemente non si è fatti per stare insieme, non è una tragedia, va bene così. Bisogna essere onesti prima di tutto con noi stessi perché a sabotarci da soli siamo bravissimi. Grazie per le tue parole…

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  5. snaturarsi per un’altra persona non è amore, ….
    mi piace … conservero questo frase, chissà un giorno potrebbe servirmi per ricordare di non farmi male! :-)
    buon inizio settimana luminosa a tutti ♡

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  6. viaggi sicura e languida su quel crinale che separa amore da affetto (è l’incanto che fa la differenza tra i due, hai detto giusto)
    anche se sei donna di montagna mi fai pensare, con la tua richiesta “lasciami andare”, a una barca che vorrebbe le venissero sciolti gli ormeggi.
    ciao,
    ml
    (brano molto apprezzato)

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    • Sai il “lasciami andare” non è una richiesta per me, in fondo sono sempre andata per la mia strada, è una preghiera per lui che con occhi smarriti nell’incanto non vede che non posso e non voglio fermarmi e non possiamo comunque camminare insieme. La realtà può anche apparire triste, ma l’illusione lo è ancora di più. Ciao Massimo..

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  7. Pingback: SABATOBLOGGER 39. I blog che seguo | intempestivoviandante's Blog

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