libera

A volte sono i piedi che ti trascinano dove non sai. A volte l’unica cosa è aprire bene gli occhi, le orecchie, i polmoni, il cuore e seguirli senza alcuna deroga alla fatica. In fondo è proprio questa la moneta, la fatica in cambio della scoperta. Così mi perdo nei miei pensieri leggeri e mi ritrovo ad arrancare su per una forcella sassosa che non ha nulla di particolarmente attraente a parte questo silenzio che agognavo da tempo. Mi perdo ancora ascoltando lo scricchiolio delle pietre sotto le scarpe consumate di passi. Ogni tanto butto uno sguardo in su e vedo la mia meta ancora in ombra. Si sta bene oggi, senza fretta, senza nessun vincolo, mi sento libera di accompagnarmi assecondando l’istinto.

2015.07.23 08.04.10

Quando arrivo in forcella sbuco nel sole e il cuore fa una capriola, quasi non credo hai miei occhi. Mi aspettavo un terreno brullo e sconnesso come quello che mi sono lasciata alle spalle e invece mi esplode in faccia il verde imbevuto di sole. Come i bambini davanti ad un regalo inatteso, gli occhi grandi, la bocca spalancata il un oooohhhh di meraviglia. Ora sento anche il calore che in questa giornata è imponente e che fino ad adesso ho schivato all’ombra dei boschi e delle crode. Non mi pesa però, é la forza del sole che genera la crescita. Bevo un po’, seguo con lo sguardo la traccia del sentiero che nell’erba alta appare e scompare fino all’altra forcella là in fondo. Devo andare, il verde mi chiama. Ora capisco le parole di P. quando mi scriveva dalla Sierra Leone dicendomi che il Verde è una necessità. Anche il Blu lo è per me, profondo e denso. E il Bianco delle poche morbide nuvole che viaggiano veloci lassù come in un’animazione di Miyazaki, la sapeva lunga lui, sulle nuvole.

2015.07.23 08.19.34

Mi tuffo in questo splendore camminando lentamente, come assaporandone il gusto. I sensi sono ricettivi al massimo. Gli occhi frugano nell’erba e tra i fiori che man mano diventano più alti. Pullulano di farfalle e bombi, vita ronzante che sugge nutrimento dalle corolle di mille forme diverse. I colori sono vigorosi, pieni e mi stordiscono piacevolmente . O forse è il caldo che mi fa girare la testa, o forse questo ronzare di insetti operosi che mi circonda senza pungermi. Mi sento come diluita in queste ondate di vita, quasi in preda ad un’allucinazione benevola mentre seguo una labile traccia immersa negli stelli d’erba che mi arrivano fino alle spalle. Le mani si immergono in questo pascolo lussureggiante, saggiano la consistenza di petali e foglie, al mio passaggio discreto i boccioli sbuffano soffi di polline giallo. Anch’io devo aver impollinato un milione di piante così, come una gigantesca ape. Forse sto sognando, forse sto ascoltando Ummagamma e fra poco mi sveglierò nel mio letto delusa e confusa. E’ surreale e violentemente reale allo stesso tempo e non fa male nemmeno un po’. Il profumo è quello della terra bagnata, qualcuno è passato di qui forse ieri con la mia stessa meraviglia calpestando quella foglia larga. Sento la forza selvaggia e generosa della Natura che mi avvolge, penetra attraverso i pori della pelle accaldata, fa divampare il sangue e mitiga la tristezza di tante ferite, molte credo, quelle più piccole si chiudono in cicatrici pulite. Sono come bianchi tatuaggi che perdono il loro nome e diventano un ricamo all’interno dell’epidermide. Li conosco solo io e questo sole che asciuga la barbarie del prossimo e mi insegna ancora una volta che sono solo io e soltanto io che posso vedere oltre e andare oltre.

2015.07.23 08.50.17

Ecco manca poco, sono in cima ad una salita ancora una volta, di là la terra scappa giù in picchiata lungo un ripido canale, in lontananza il profilo delle montagne che conosco così bene, che ho visto tutti i giorni da bambina. Credo di essere arrivata dove dovevo arrivare per oggi e mi giro di nuovo indietro verso il gioiello che ho appena attraversato. Riposo un po’ all’ombra di una nuvola che è sopra di me solo per darmi un po’ di refrigerio, mi prendo tutto il tempo che mi serve, ancora non ho voglia di tornare. Non so dire cosa mi scorre dentro come un fiume in piena, i pensieri si sono assottigliati in sussurri, è tutto trasformato in sensazioni potenti. Tolgo la maglietta intrisa di sudore e torno in giù per immergermi in quel lago di colore. Voglio offrire la mia pelle al sole, lasciarmi accarezzare dai petali, respirare purezza e inebriarmi di splendore. Allargo le braccia per sentire il calore e la leggera brezza sfiorarmi. Apro gli occhi nel blu del cielo e smarrisco la ragione. Non so come ma lacrime di puro amore zampillano ed evaporano subito. Le molecole della mia gioia finiranno lassù in qualche nuvola dolce e poi ritorneranno come pioggia a ricadere sulla terra, chissà dove. E’ tutto così intenso, sento di appartenere a questo mondo e che questo piccolo paradiso nascosto mi appartiene, almeno per oggi è solo mio ed io sono solo sua.

2015.07.23 08.50.24

Non so dire quanto me ne sto lì, essere vivente in mezzo alla vita più pura e più semplice. Quando sento che che tutto è colmo so che è ora di tornare, senza la malinconia del distacco perché ora tutto questo è parte di me e resterà con me per sempre. Tutto è come deve essere, nella misura in cui nulla manca e nulla è sprecato. Per stare in paradiso non serve essere buoni e non serve essere morti. Serve essere molto vivi e molto molto liberi.

 

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14 thoughts on “libera

  1. ritrovo nelle tue parole le medesime sensazioni che ho provato una settimana fa a salire al col del Nivolet nel Gran Paradiso. Tu a piedi io in bici, ma spirito simile e occhi identici.
    ho rivissuto le varie fasi dell’ascesa, l’ombra protettiva dei larici, poi il cielo aperto, i pascoli ventosi, infine le rocce e quel salire che stordisce e ti fa sentire libero. Bello!
    ml

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